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Ordinanza di rigetto del ricongiungimento familiare: come impugnare la decisione del tribunale

Ordinanza di rigetto del ricongiungimento familiare: come impugnare la decisione del tribunale

By admin

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L’ordinanza di rigetto del ricorso per ricongiungimento familiare, emessa dal Tribunale competente, può rappresentare un momento di forte scoraggiamento per il cittadino straniero. Tuttavia, tale provvedimento non segna necessariamente la fine del procedimento. In base all’articolo 739 del codice di procedura civile, è infatti possibile proporre reclamo avverso l’ordinanza del giudice, entro il termine di 10 giorni dalla comunicazione o notificazione del provvedimento. Si tratta di un passaggio cruciale che deve essere affrontato con precisione giuridica, chiarezza documentale e strategia difensiva, affidandosi preferibilmente a un avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione.

Il reclamo avverso il rigetto del ricongiungimento familiare

Quando il Tribunale rigetta il ricorso presentato contro il diniego del nulla osta da parte dello Sportello Unico per l’Immigrazione, il cittadino straniero può impugnare tale decisione proponendo reclamo dinanzi alla Corte d’Appello territorialmente competente. Il reclamo ha natura impugnatoria e si propone con ricorso depositato in cancelleria, con contestuale notifica al Ministero dell’Interno – Prefettura Ufficio Territoriale del Governo.

I motivi per cui un giudice può rigettare il ricorso in primo grado sono molteplici: mancanza di requisiti reddituali o alloggiativi, dubbi sulla veridicità del rapporto familiare, irregolarità documentali o precedenti penali a carico del richiedente. Tuttavia, la Corte d’Appello, nel valutare il reclamo, non si limita a confermare il primo provvedimento, ma può rivalutare integralmente il materiale probatorio e, in alcuni casi, può disporre ulteriori accertamenti istruttori.

È essenziale che il reclamo contenga una ricostruzione dettagliata dei fatti, la documentazione aggiornata che dimostri il possesso dei requisiti richiesti, e che evidenzi eventuali errori in fatto o in diritto commessi dal giudice di primo grado. L’assenza di una difesa tecnica adeguata può compromettere l’intero procedimento e rendere definitiva la decisione di rigetto.

La tutela del diritto all’unità familiare e il ruolo dell’avvocato

Il diritto al ricongiungimento familiare è tutelato non solo dalla normativa italiana (D.Lgs. 286/1998, art. 29), ma anche da fonti sovranazionali come l’articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Proprio per questo, anche in presenza di una prima decisione sfavorevole, è possibile – e in molti casi doveroso – insistere con una impugnazione ben motivata.

Lo Studio Legale dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri, a Roma, fornisce assistenza completa nei casi di rigetto del ricongiungimento familiare, dalla fase amministrativa fino al reclamo in Corte d’Appello. In numerosi procedimenti, l’intervento tempestivo e strategico ha consentito di ottenere il riconoscimento del diritto all’unità familiare, anche dopo un primo rigetto.

In un contesto giuridico così delicato, l’assistenza legale non è una formalità, ma un presidio essenziale di giustizia.

Leggi l’ordinanza di rilascio del permesso di soggiorno per il ricorrente patrocinato dall’Avvocato Iacopo Maria Pitorri:

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